Home / NEWS / L’ha detto e l’ha fatto per davvero: Ungheria, chiusi tutti gli uffici di Soros, il delinquente mascherato da filantropo

L’ha detto e l’ha fatto per davvero: Ungheria, chiusi tutti gli uffici di Soros, il delinquente mascherato da filantropo

Il tycoon americano di origini ebree ungheresi che aiuta le ong per i diritti umani e per l’assistenza a migranti e profughi, trasferisce la Open society a causa dell’ostilità del governo. Il premier: “La lotta contro la sua ideologia liberale continuerà ovunque siano le sedi”

GEORGE Soros, il tycoon americano di origini ebree ungheresi che aiuta in Ungheria e altrove le ong per i diritti umani e per l’assistenza umanitaria a migranti e profughi, chiude gli uffici della Open society, la sua fondazione a Budapest, a causa della forte ostilità politica del governo. Trasferirà uffici e attività in un primo momento a Vienna, poi a Berlino.

Ma al popolare, carismatico premier nazionalconservatore magiaro Viktor Orbán – appena trionfalmente rieletto per un terzo mandato – questa ritirata non basta. “La lotta contro Soros, la sua ideologia liberale, le sue iniziative sui migranti, continuerà ovunque siano le sedi della sua fondazione”, ha detto ai microfoni di MR1, il primo canale della radio pubblica ungherese. Ha aggiunto: “Capirete che non mi metto a piangere per la loro decisione di chiudere la sede nella nostra capitale”.
Nel lontano passato dei primi tempi del dopo-guerra fredda, Soros aiutò anche Orbán allora leader del dissenso liberal, sponsorizzando i suoi studi in paesi anglosassoni. Ma da diversi anni, dopo la svolta nazionalconservatrice, sovranista e antimigranti del premier, al potere liberamente eletto dall’aprile 2010, Soros è definito e trattato in sostanza come nemico pubblico numero uno della nazione.

La Fidesz, il partito del premier vittorioso alla grande alle elezioni dell´8 aprile scorso, vuole ora far passare in corsa dal Parlamento una legge definita “Stop Soros” dichiaratamente pensata per ostacolare le attività delle ong legate al tycoon e altre ong umanitarie.
Il progetto di legge infatti prevede una tassa del 25 per cento su ogni donazione ricevuta dall’estero da ong che aiutino i migranti, e affida al ministero dell’Interno la decisione, se continuare a considerare tali ong legali ma registrandole come “ong che lavorano per l’estero e interessi stranieri”, o vietarle nel caso si veda nella loro attività verso i migranti un rischio per la sicurezza nazionale.

Sempre rispondendo alla radio pubblica, il premier ha detto di ritenere che la lotta all’immigrazione di massa sia tema centrale per l’Europa intera, e che egli lo solleverà al prossimo vertice di giugno dei leader dell’Unione europea.

Le accuse a Soros, di appoggiare ong pro-migranti e anche oppositori, sono state tema centrale della recente campagna elettorale della Fidesz, appunto il partito di Orbán, forza politica che appartiene ai Popolari europei. Uno dei manifesti piú diffusi consisteva in un fotomontaggio che raffigurava Soros il quale tiene sotto braccio tutti i capi dei partiti d’opposizione, dai socialisti alla destra di Jobbik. Lui è con loro, solo noi mettiamo l’Ungheria al primo posto, diceva il poster.

Rafforzato dai successi economici, dalla solida crescita e dai conti sovrani sotto controllo, e popolare anche per la durissima politica anti-migranti con la blindatura della frontiera meridionale e orientale, Orbán è un sostenitore della creazione di un sistema di “democrazia illiberale”. È in aperto confronto con la Commissione europea sui temi relativi al rispetto dei valori costitutivi dello Stato di diritto. È un fatto che lo scontro con Soros sui migranti coincida con le origini ebraiche del miliardario.

Orbán ha sempre condannato l´antisemitismo; al tempo stesso il suo governo ha di fatto riabilitato il reggente ammiraglio Miklós Horthy, che governó l’Ungheria dalla vittoria nella guerra civile contro i rossi (1919) al 1944. Horthy definiva con disprezzo “Judapest” la capitale ungherese, e nel 1920 introdusse le prime leggi razziali che limitavano.

le possibilità di carriera pubblica degli ebrei. In guerra fu militarmente il piú importante alleato del Terzo Reich sul fronte orientale, con massiccio impegno militare nell’Operazione Barbarossa (l’attacco nazista all’Urss) e nella guerra anti-partigiana in Yugoslavia.

loading...

Check Also

CHIEDO SCUSA A SALVINI, FECE BENE A MOLLARE CONTE E DI MAIO: Feltri, la durissima bordata contro i Cinquestelle

Quando Salvini mise in crisi il governo cosiddetto gialloverde eravamo tutti convinti che egli avesse …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *