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Vuole ospitare i profughi nel suo B&B, tentano di dargli fuoco all’intera struttura

San Lorenzo Dorsino è un piccolo comune in provincia di Trento, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia. Che nelle ultime settimane, però, ha mostrato il lato peggiore di sé. Uno dei circa 1.600 abitanti, proprietario di un bed and breakfast, ha deciso di destinare parte del suo locale all’accoglienza di sette migranti. Ma la procedura attivata dal Cinformi (il centro informativo per l’immigrazione che attraverso la Provincia si occupa dei rifugiati e dei richiedenti asilo) è stata sospesa. Troppe le proteste scatenate tra i cittadini, alimentate anche da Lega e Casapound. Fino ad arrivare all’intimidazione: un tentativo di incendio della sua casa.

A raccontare la storia a Radio Popolare è stato Gabriele Buscaini, il proprietario del b&b che ha manifestato il suo disappunto per una vicenda sulla cui ricostruzione non c’è ancora chiarezza. A cominciare dall’immobile di cui la scorsa settimana hanno tentato di bruciare una finestra: non è lo stesso che avrebbe dovuto ospitare i sette migranti. “Si tratta di un’abitazione – ha spiegato Buscaini – ceduta alla mia compagna. È tutto sbagliato: la casa per i migranti si trova dall’altro lato. Quella parte non c’entra niente, è stata danneggiata la casa di una persona terza”.

Buscaini ha poi ripercorso le tappe dell’escalation culminata nell’atto di intimidazione. I passaggi burocratici obbligatori, la decisione di affittare l’immobile a Cinformi, i sopralluoghi per certificare agibilità e regolarità energetica. Poi il parere dell’amministrazione locale, che dato il basso numero di migranti ospitati non si è opposta alla scelta del proprietario del b&b.

È il contratto stipulato con Cinformi, secondo Buscaini, ad aver alimentato il rancore dei suoi concittadini: “Pensano che io prenda 35 euro a persona, ma il contratto che ho firmato è di 900 euro al mese”. Un tema, quello delle quote destinate a chi accoglie i migranti, che da anni alimenta polemiche in Italia. E che in un paese di 1.600 abitanti si è trasformato in un’occasione per atti intimidatori.

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Prima del tentativo di incendio, la Lega aveva contribuito ad aumentare la tensione: “Sono arrivati a presidiare la casa tre o quattro di loro – ha raccontato ancora Buscaini – i giornali parlano di deputati, io non li conosco e ho solo visto le foto sui giornali. E dopo questo hanno cercato di bruciare una finestra della casa”. Il seguito della storia è la denuncia del proprietario del b&b contro ignoti.

Casapound ha condannato il gesto, precisando però che si tratta di “una chiara manifestazione di un disagio nei confronti di questa imposizione delle istituzioni”, visto che “i cittadini di San Lorenzo non sono mai stati interpellati a riguardo”. Dopo le fiamme, Casapound ha anche appeso uno striscione davanti ai locali che dovrebbero ospitare i sette migranti. “Basta finti profughi”, recita la scritta. I cittadini hanno chiarito ancora una volta la loro opposizione all’arrivo dei migranti durante un incontro con l’assessore Luca Zeni. Bersagliato da fischi e urla.

Allo stato attuale, sembra che le proteste di cittadini e partiti locali siano andate a segno: il progetto di Buscaini è stato rinviato a data da destinarsi. Ma lui non si dà per vinto: “Io sono un privato e della mia casa posso fare quello che voglio”.

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