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Capolavoro Cinquestelle: così hanno fregato lo stato ladro che ha pignorato la casa all’imprenditore fallito perchè lo stesso stato non lo ha pagato

Fallire per colpa dello Stato. E’ questa la sorte toccata a molte aziende italiane a causa di uno Stato che non paga i suoi fornitori. Sergio Bramini, 71 enne, è un imprenditore monzese che ha lavorato per molti anni nella gestione rifiuti.

Nel 2011 la sua azienda, Icom Srl, è stata costretta a fallire a causa di mancati pagamenti per oltre 4 milioni di euro, la maggior parte riferiti a servizi svolti per gli A.T.O. (ambiti territoriali ottimali) siciliani.

 

Trattandosi di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, in teoria la Icom avrebbe potuto cederli alle banche e recuperare il denaro in sei mesi mesi grazie a un meccanismo istituito dal Governo con due decreti nel 2013 e 2014. In realtà lo Stato italiano, in contrasto con l’Unione Europea, non ha riconosciuto gli A.T.O. come pubbliche amministrazioni. Di conseguenza il curatore fallimentare ha stralciato il 90% dei crediti vantati da Icom equiparando gli A.T.O. a soggetti privati i cui debiti non sono garantiti dallo Stato.

“Il problema” commenta Gianmarco Corbetta, senatore del MoVimento 5 Stelle, “è che lo Stato, nel tentativo di contenere l’ammontare «ufficiale» del debito pubblico, non ha nessun interesse ad accollarsi i debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni”.

“Alla fine” prosegue Corbetta “chi ci rimette è l’imprenditore. Il sig. Bramini, dopo aver tentato in tutti i modi di salvare l’azienda e i posti di lavoro dei suoi dipendenti ipotecando perfino la propria abitazione, sta per finire in mezzo a una strada.”

Infatti la battaglia legale che Bramini ha condotto per cercare di ottenere giustizia non ha dato i risultati sperati: la sua abitazione è stata messa all’asta e lunedì 16 aprile alle 14 è previsto lo sgombero da parte della forza pubblica.

Di fronte a questa inaccettabile ingiustizia causata dallo Stato italiano il senatore Gianmarco Corbetta ha deciso di intervenire per evitare lo sgombero dell’abitazione istituendovi il suo ufficio ed eleggendovi il suo domicilio di parlamentare, a cui la Costituzione riconosce un diritto di inviolabilità.

“Lunedì 16 aprile alle ore 14 sarò presente al sit-in organizzato dal sig. Bramini presso la sua abitazione, riceverò insieme a lui le autorità che si presenteranno per effettuare lo sgombero e” conclude Gianmarco Corbetta “comunicherò loro che, nel rispetto dell’inviolabilità del mio domicilio di parlamentare, lo sgombero non potrà essere eseguito.”

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