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Legge sui vaccini? Il consulente della Ministra prima ha preso soldi dalle case farmaceutiche, poi li ha presi dagli italiani per fare la legge a loro favore

RIVELAZIONE SU RICCIARDI: CONSULENTE PER I VACCINI PER LE MULTINAZIONALI PRIMA DI PARTECIPARE ALLA LEGGE

Una serie di potenziali conflitti di interesse del presidente dell’Istituto superiore di sanità per incarichi con case farmaceutiche. Li svela la nostra direttrice Giulia Innocenzi nel suo ultimo libro Vacci-nazione (edito da Baldini&Castoldi, da oggi in libreria), un’indagine sulla legge approvata in estate che ha esteso a dieci il numero dei vaccini obbligatori. Walter Ricciardi, medico e accademico, ha avuto una parte da protagonista nel provvedimento approvato prima come decreto dal Consiglio dei Ministri e poi passato in Parlamento. «Ho fatto presente alla ministra Lorenzin la situazione preoccupante in cui ci trovavamo, lei è stata molto reattiva e insieme abbiamo fatto la nuova legge», è una sua dichiarazione del settembre 2017 alla festa del Pd di Firenze.

Vacci-Nazione di Giulia Innocenzi, i potenziali conflitti di interesse di Walter Ricciardi

Il presidente Ricciardi siede in diverse commissioni di grande prestigio internazionale. Le sue collaborazioni con grandi aziende (e multinazionali del farmaco) sono state citate anche nel corso dell’audizione di Walter Ricciardi in commissione parlamentare:

membro dell’European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo, iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie;
membro del Comitato scientifico del Centro di Ricerca sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale della Università Bocconi, che nel progetto Academy of Health Care Management and Economics collabora con la Novartis;
responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull’Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA, iniziative finanziate da GlaxoSmithKline.

Ma non solo. Altri potenziali conflitti di interesse sono emersi da un documento disponibile online relativo a un incarico che Ricciardi ha assunto in Europa è mai rivelato finora. Il medico ha dovuto stilare presso la Commissione Ue in data 28 marzo 2013 una sua dichiarazioni di interesse, dalla quale emergono consulenze per le case farmaceutiche su una serie di vaccini:

Novartis per il vaccino MenB (2012)
Menarini per il vaccino Nebivololo (2012)
Menarini per il vaccino Remimazolam (2012)
IBSA per il vaccino Fostimon (2012)
GlaxoSmithKline per il vaccino Belimumab (2011)
Pfizer per il vaccino Enbrell (2011)
Pfizer per il vaccino PCV13 (2011)
Astellas Pharma per il vaccino Mycamine (2010)
Amgen Dompè per il vaccino Prolia (2010)
Wyeth Lederle per il vaccino Prevenar (2009)
Novartis per il vaccino Lucentis (2009)
Sano Pasteur per il vaccino Gardasil (2008)
GlaxoSmithKline per il vaccino Syn orix (2008)
GlaxoSmithKline per il vaccino Lapatinib (2008)
GlaxoSmithKline per il vaccino HPV (2007).

«Ha fatto da consulente per le case farmaceutiche sui loro vaccini, e poi ha detto che sono utili per gli italiani», è il commento riportato in Vacci-nazione dalla giornalista scientifica Amelia Beltramini. Di queste consulenze non c’è traccia sul curriculum del Presidente pubblicato sul sito dell’Istituto superiore di sanità. L’ultimo vaccino per cui Ricciardi ha fatto da consulente, quello contro il meningococco B, è stato poi inserito nel Piano nazionale sui vaccini, nonostante il parere contrario dei ricercatori dell’Iss da lui presieduto. Anzi, lui avrebbe voluto quel vaccino nella lista di quelli obbligatori. Ricciardi ha poi fatto da consulente anche per i vaccini contro il papilloma virus di GlaxoSmithKline e di Sanofi Pasteur, che nel piano vaccinale è stato inserito anche per i maschi. Inserito anche l’antipneumococco, per cui lui è stato consulente per la Pfizer e per la Wyeth Lederle.

«Posso confermarle – ha fatto sapere Ricciardi al Fatto Quotidiano che ha pubblicato l’anticipazione di Vacci-Nazione e che gli ha chiesto se consideri i suoi precedenti incarichi dei potenziali conflitti d’interesse – che ho da sempre impostato e condotto le mie attività didattiche, scientifiche e professionali nel segno del massimo rigore e della più completa trasparenza e accountability».  Il presidente Iss si riserva di agire per vie legali dopo aver letto il libro.

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