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MOTOGP, UN TERRIBILE LUTTO: E’ MORTO UNO DEI PIU’ GRANDI PLURICAMPIONI

MADRID – Il mondo delle moto è in lutto. E’ morto Angel Nieto, vittima otto giorni fa di un incidente a Ibiza mentre si trovava alla guida di un quad. Le condizioni di Nieto, 70 anni, che era ricoverato nel reparto di terapia intensiva al policinico “Nostra Signora del Rosario” di Ibiza, sono peggiorate improvvisamente nel corso della notte.
Le condizioni del 13 volte campione del mondo erano apparse sin da subito gravi ma non critiche e negli ultimi giorni si era fatto largo un certo ottimismo. I medici fino a ieri stavano valutando se far uscire Nieto dal coma indotto in assenza di complicazioni, sottolineando come il suo stato di salute stesse migliorando nei tempi previsti ma nella notte c’è stato un peggioramento. Nieto è stato operato d’urgenza attorno alle 3 per un “brusco aumento della pressione intracranica” ma l’operazione non è bastata a salvargli la vita.

LA CARRIERA – Nella storia del Motomondiale Nieto sarà per sempre ricordato per il gran numero di titoli vinti: ben 13, anzi “12+1” come amava dire lo scaramatico pilota spagnoo, secondo solo a Giacomo Agostini, al momento inarrivabile dall’alto dei suoi 15 allori iridati. Angel Nieto Roldan, era nato a Zamora, il 25 gennaio del 1947 ed è stato sempre considerato il re delle piccole cilindrate (50 e 125 cc., ndr) mentre nello stesso periodo il grande Mino trionfava tra 350 e 500cc.. Il suo esordio in sella ad una Derbi 50cc nel Gran Premio di casa del 1964, sul circuito del Montjuich a Barcellona, con un ottimo quinto posto. Dopo aver fatto conquistato il titolo spagnolo nel ’67 sia nella classe piu’ piccola che nella 125cc., inizio la sua sfolgorante carriera nel campionato del mondo, divenendo il più giovane pilota a conquistare il titolo della classe 50 cc.. Angel lo vinse per sei volte: nel 1969, ’70 e ’72 con la spagnola Derbi; nel ’75 sulla Kreidler e nei due anni successivi sulla Bultaco. Sette, invece, i titoli nella classe 125cc.: nel 1971 e ’72 ancora su Derbi; nel 1979 e ’81 sulla Minarelli e nei tre anni a seguire sulla Garelli.
Quando decise di appendere tuta e casco al classico chiodo nel 1986, aveva vinto ben 90 Grand Prix: 27 nella classe 50cc., 1 nella 80cc., e 62 nella 125. Grande eroe del motociclismo iberico, a lui e’ initolata una curva del circuito di Jerez de la Frontera. Ironia della sorte ad essergli fatale un incidente su una moto che di ruote ne aveva quattro (quad, ndr).

 

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